apr
5th

Regole per risparmiare l’acqua

Risparmiare acqua

1 Non faccio scorrere l’acqua mentre mi spazzolo i denti, faccio lo schampoo e mi inspono; apro il rubinetto solo quando mi sciacquo
2 Se un rubinetto sgocciola, lo chiudo bene e se continua a sgocciolare lo faccio riparare.
3 Riduco il getto dello sciacquone, installando uno scarico con doppio pulsante. Se ho uno sciacquone a cassetta, metto una bottiglia di plastica (chiusa e piena d’acqua) nella cassetta per ridurre il consumo di acqua (occupando spazio con la bottiglia, occorre meno acqua per riempire la cassetta). Se ho un rubinetto con regolatore di flusso, lo apro solo quando serve.
4 Faccio la doccia invece del bagno (e se proprio non posso rinunciare al bagno, non esagero con l’acqua). Le doccie durano al massimo 10 miunti
5 Non uso il water come bidone della spazzatura.
6 Uso la lavastoviglie e la lavatrice solo a pieno carico. Se non ho la lavastoviglie, uso l’acqua corrente solo per sciacquare.
7 Metto una bottiglia di acqua nel frigo anzichè far scorrere l’acqua del rubinetto per averla fresca.
8 Lavo frutta e verdura in una vaschetta sfrgandole con le mani anzichè metterle sotto l’acqua corrente. Metto da parte l’acqua per innafiare le piante.
9 Quando lavo l’auto uso l’acqua di un secchio anzichè quella del tubo.
10 Innaffio le piante al mattino presto o alla sera tardi, quando l’acqua non evapora tanto in fretta. Quando è possibile, utlizzo acqua piovana o recupero di quella usata per lavare le verdure.
11 Controllo il contatore: se continua a girare anche quanto tutti i rubinetti sono chiusi, c’è una perdita da qualche parte. Chiamo l’idraulico.
12 Installo frangigetto e soffioni da doccia con forellini piccoli.

ott
24th

Le fonti di energia nella storia

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Agli albori del primo millennio a.C., l’uomo aveva ormai raggiunto una perfetta conoscenza nelle tecnologie metallurgiche, ceramiche, nell’arte mineraria, nelle tecniche artigiane di fabbricazione degli utensili e nella pratica agricola.
Le forme di energia che egli era in grado di sfruttare sì da applicarle con maggiore vantaggio al proprio lavoro- erano ben modeste, essendo limitate al vento per la propulsione marittima a vela, al legno prima ed al carbone di legna poi come combustibili, al grasso animale per l’illuminazione e sopratutto alla forza muscolare degli schiavi e degli animali domestici negli impieghi generali (agricoltura, edilizia, trasporti, ecc).
Il Mondo Antico, ed in pratica anche il Medioevo e l’Età Moderna fino al Settecento, non conobbe praticamente altre fonti energetiche di impiego pratico, eccezion fatta per le acque cadenti (il cui sfruttamento, benché già noto nel tardo impero romano, si diffuse su larga scala dopo l’anno mille) per l’azionamento dei mantici delle fornaci e delle macine dei mulini, per la trafilatura del ferro. la follatura dei tessuti, etc.
Parallelamente con energia idraulica, dopo il mille fece la sua comparsa in Europa l’energia eolica applicata alla molitura del grano (mulini a vento). Compaiono, in tal modo le prime macchine motrici che, moltiplicando le capacità operative dell’uomo, aprono tecnicamente ed in modo rivoluzionario ad un’attività produttiva sempre più vasta e complessa.
L’impiego del carbon fossile in siderurgia si diffuse nei primi del settecento, in sostituzione del carbone di legna che ormai scarseggiava ed il cui crescente consumo provocava il disboscamento ed il degrado di vaste aree boschive. Ma di a poco si sarebbe estesa la tecnica di sottoporre lo stesso carbon fossile a distillazione secca, ottenendone un residuo raffinato di carbon coke in grado di bruciare senza produrre irritanti fumi di zolfo ed un prodotto volatile, il gas illuminante, dotato anch’esso di proprietà combustibili.
Il passo successivo sarebbe stato quello di produrre indi,rettamente dell’energia bruciando il carbone nella cosiddetta macchina a vapore, e cioè sfruttando l’energia di espansione del vapore ottenuto facendo bollire dell’acqua contenuta in una caldaia.
Il vapore dominò incontrastato la scena dell’energia per oltre un secolo alla fine dell’ottocento.
L’energia elettrica erogabile da un generatore azionato meccanicamente (dinamo) ed il motore a scoppio alimentato dalla nafta o dalla benzina ottenute dal petrolio. Completarono nella seconda metà dell’Ottocento le grandi innovazioni nelle tecnologie di produzione dell’energia
L’ulteriore passo avanti in questo senso sarebbe stato rappresentato, infine, dall’energia nucleare, a metà del Novecento.

mag
27th

Michelin

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Dentro il magazine potete trovare giochi, informazioni sulle gomme naturali e quelle sintetiche, esperimenti, personaggi importanti per la scienza e molto altro!

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feb
2nd

Dalla pietra ai metalli

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TesoroPer migliaia di anni il materiale più usato fu la pietra dura. Poi si scoprirono i metalli (primo fra tutti il rame) che a poco a poco si rivelarono di grande utilità e diventarono di larghissimo impiego, contribuendo a costruire oggetti più efficaci in lega: armi, attrezzi ecc. La scoperta dei metalli è stato un passo decisivo nell’evoluzione delle culture umane. L’ età della pietra viene, a sua volta, suddivisa in due fasi principali: la paleolitica o della pietra antica” e la neolitica o “della pietra nuova” La fase paleolitica, in cui i sassi e le selci venivano semplicemente scheggiati, comprende tutto il periodo dalla comparsa dell’uomo fino all’invenzione dell’agricoltura. La fase neolitica, in cui appaiono strumenti levigati, coincide con la nascita e l’affermazione dell’agricoltura e dei primi villaggi stabili. L’età dei metalli ebbe inizio in tempi diversi a seconda delle regioni. In Oriente cominciò già 9000-8000 anni fa. I primi metalli ad essere impiegati furono i più teneri e malleabili, facili da lavorare anche allo stato puro: soprattutto il rame, l’argento, l’oro. L’uomo ne ricavò collane, braccialetti ed altri ornamentL Più tardi, circa 6000-3000 anni fa, si incominciò ad usare la tecnica della fusione dei metalli, praticata dapprima nei forni già in uso per cuocere la terracotta, poi in forni appositi, in grado di raggiungere più alte temperature. Attraverso tale tecnica si poté ottenere un materiale non esistente in natura, il bronzo, formato dalla fusione del rame insieme con lo stagno. Più tardi ancora venne scoperto il ferro, che per le sue caratteristiche di durezza e resistenza si diffuse come il metallo di più largo impiego.

gen
30th

Età dei metalli

Lavorazione Metalli

Con età dei metalli si designa un periodo in cui gli uomini iniziarono la lavorazione dei metalli per costruire i primi utensili abbandonando progressivamente l’utilizzo della pietra. L’età dei metalli fu preceduta dall’età della pietra (suddivisa in paleolitico, da 600.000 a 10.000 anni fa, mesolitico da 10.000 a 6.000 anni fa, e neolitico da 6.000 a
4.000 anni fa). Da 4.000 a 3.000 anni fa intercorse un breve periodo che prende il nome di calcolitico: fu proprio in questo periodo che gli uomini iniziarono la lavorazione di alcuni metalli come il rame, il bronzo, ed infine il ferro per la costruzione di nuovi utensili.
L’età dei metalli si può far combaciare con questo periodo, in quanto al termine del periodo del calcolitico si incontrano già i primi documenti scritti che sanciscono il definitivo passaggio del genere umano dall’epoca della preistoria a quella della storia con la nascita delle prime civiltà antiche.