Oggi vi presentiamo alcuni film che usciranno prossimamente al cinema!!!

La fidanzata di papà – 14 Novembre 2008
Madagascar 2 (Via dall’isola) – 19 Dicembre 2008
Alla luce dello strepitoso successo di Madagascar, la DreamWorks Animation produrrà il seguito della commedia d’animazione che avrà gli stessi simpatici protagonisti, animali ospiti dello zoo di Central Park affetti da tipiche sindromi metropolitane; ritornano infatti tutti i simpatici personaggi: Alex il Leone, Marty la zebra, Melman la giraffa e Gloria l’ippopotamo, Re Julien, Maurice e i pinguini. Abbandonati sulle lontane spiagge del Madagascar, i newyorkesi hanno architettato un piano così folle che potrebbe funzionare! Con precisione militare i pinguini hanno riparato un vecchio aereo guasto…
Una volta a bordo, questa ciurma incredibile resta in volo sino ad uno dei posti più selvaggi del mondo – le pianure dell’Africa – dove la nostra ciurma di animali da zoo incontra per la prima volta degli esemplari della loro stessa specie. Mentre riscoprono le loro radici, rapidamente realizzano le differenze fra la giungla di cemento e il cuore dell’Africa. Nonostante parenti persi da tempo, rivali in amore e astuti cacciatori, l’Africa sembra un frenetico party…ma sarà meglio della loro casa a Central Park?
HarryPotter e il principe mezzosangue – 18 Novembre 2009 (rimandato a questa data…uscita prevista per il 21 Novembre 2008)
Harry Potter sta iniziando ormai il suo sesto anno alla scuola di Hogwarts, quando scopre un libro che riporta una misteriosa dicitura "…questo libro é di proprietà del Principe Mezzosangue…". Il libro gli sarà utile per imparare ulteriori cose riguardo Lord Voldemort…
High School Musical 3 Senior Year – 31 Ottobre 2008
Alla East High School fervono i preparativi per il musical di primavera che per alcuni chiuderà l’anno scolastico e per altri l’intera stagione liceale. In attesa di prendere l’agognato diploma, i Wildcats si interrogano su quale sarà il loro futuro fuori dalle familiari e sicure aule della scuola che li ha visti crescere. Se Gabriella ha già scelto la Stanford University, Troy è combattuto tra il dovere di frequentare l’Università locale che il padre ha selezionato per lui – e che gli permetterebbe di continuare a giocare in squadra con l’amico del cuore Chad – e il desiderio di conciliare il basket con il teatro. Rimanere nel New Mexico vorrebbe anche dire separarsi da Gabriella. Nel frattempo la signora Darbus, l’insegnante di teatro, ha comunicato ai suoi alunni che al musical di primavera saranno presenti due selezionatori della Juilliard per individuare tra i partecipanti il candidato all’unica borsa di studio messa in palio dalla prestigiosa scuola d’arte di New York.
Inizia con un’apparente sconfitta l’atto terzo di High School Musical. I Wildcats, impegnati nella finale di basket, sono sotto di parecchi punti e hanno solo il 4° quarto per conquistare la vittoria. "Ora o mai più" è il canto di incitamento che permetterà alla squadra di ribaltare il risultato un attimo prima dello scadere del tempo. Il messaggio del musical della Disney che debutta sul grande schermo dopo aver superato a pieni voti l’esame televisivo, è contenuto negli ultimi minuti di una partita che mette in chiaro anche l’orientamento del film. I passi coreografati in campo sottraggono il musical al palcoscenico in un lavoro di rinnovamento che utilizza stili di danza moderni (ma non acrobatici come ci aveva abituati un certo cinema di ultima generazione) e graziose canzoni pop facilmente assimilabili.
Sebbene il trillo della campanella riporti alla memoria i tempi di Saranno famosi (la serie televisiva ispirata al film), i ragazzi della East High School non sono costretti a lunghe e faticose lezioni, non si devono applicare in plié, attitude o arabesque, non indossano tutù né conchiglie e vivono in una bolla di sapone dove l’unico dramma è rappresentato dall’imminente separazione e dalla paura di sbagliare. Anche gran parte dei balletti prima di venire allestiti sul palco del musical di primavera si sviluppano in una dimensione fantastica e patinata. Considerato che si tratta di un prodotto della Disney rivolto a giovani e giovanissimi (adolescenti nell’età dei primi amori ma anche bambini che si affrettano a chiudere gli occhi di fronte al più casto dei baci), High School Musical 3 non tradisce le aspettative. Al contrario regala cento minuti di sano intrattenimento al ritmo delle buone prove di ballo e recitazione degli ormai celebri protagonisti che non mancano di salutare il loro pubblico con uno sguardo velato e commosso.

Agli albori del primo millennio a.C., l’uomo aveva ormai raggiunto una perfetta conoscenza nelle tecnologie metallurgiche, ceramiche, nell’arte mineraria, nelle tecniche artigiane di fabbricazione degli utensili e nella pratica agricola.
Le forme di energia che egli era in grado di sfruttare sì da applicarle con maggiore vantaggio al proprio lavoro- erano ben modeste, essendo limitate al vento per la propulsione marittima a vela, al legno prima ed al carbone di legna poi come combustibili, al grasso animale per l’illuminazione e sopratutto alla forza muscolare degli schiavi e degli animali domestici negli impieghi generali (agricoltura, edilizia, trasporti, ecc).
Il Mondo Antico, ed in pratica anche il Medioevo e l’Età Moderna fino al Settecento, non conobbe praticamente altre fonti energetiche di impiego pratico, eccezion fatta per le acque cadenti (il cui sfruttamento, benché già noto nel tardo impero romano, si diffuse su larga scala dopo l’anno mille) per l’azionamento dei mantici delle fornaci e delle macine dei mulini, per la trafilatura del ferro. la follatura dei tessuti, etc.
Parallelamente con energia idraulica, dopo il mille fece la sua comparsa in Europa l’energia eolica applicata alla molitura del grano (mulini a vento). Compaiono, in tal modo le prime macchine motrici che, moltiplicando le capacità operative dell’uomo, aprono tecnicamente ed in modo rivoluzionario ad un’attività produttiva sempre più vasta e complessa.
L’impiego del carbon fossile in siderurgia si diffuse nei primi del settecento, in sostituzione del carbone di legna che ormai scarseggiava ed il cui crescente consumo provocava il disboscamento ed il degrado di vaste aree boschive. Ma di a poco si sarebbe estesa la tecnica di sottoporre lo stesso carbon fossile a distillazione secca, ottenendone un residuo raffinato di carbon coke in grado di bruciare senza produrre irritanti fumi di zolfo ed un prodotto volatile, il gas illuminante, dotato anch’esso di proprietà combustibili.
Il passo successivo sarebbe stato quello di produrre indi,rettamente dell’energia bruciando il carbone nella cosiddetta macchina a vapore, e cioè sfruttando l’energia di espansione del vapore ottenuto facendo bollire dell’acqua contenuta in una caldaia.
Il vapore dominò incontrastato la scena dell’energia per oltre un secolo alla fine dell’ottocento.
L’energia elettrica erogabile da un generatore azionato meccanicamente (dinamo) ed il motore a scoppio alimentato dalla nafta o dalla benzina ottenute dal petrolio. Completarono nella seconda metà dell’Ottocento le grandi innovazioni nelle tecnologie di produzione dell’energia
L’ulteriore passo avanti in questo senso sarebbe stato rappresentato, infine, dall’energia nucleare, a metà del Novecento.
Napoleone Bonaparte nacque in Corsica nel 1769; accolti gli ideali della borghesia trionfante con la Rivoluzione francese, divenne generale a soli 24 anni. Inviato dal Direttorio nel 1796 in Italia per fronteggiare Piemontesi e Austriaci ancora in guerra (come l’Inghilterra) contro la Francia, li sconfisse, stipulando con l’Austria il trattato di Campoformio. In base ad esso, mentre la Francia otteneva Lombardia e Piemonte, l’Austria si annetteva il Veneto. Intanto, sotto il controllo napoleonico sorsero in Italia alcune Repubbliche (Cisalpina, Romana, Partenopea).
Per sconfiggere l’Inghilterra, Napoleone volle colpirla nei suoi ricchi domini indiani: sbarcò pertanto in Egitto nel 1798, intendendo dirigere poi il suo esercito verso l’India; ma la flotta francese venne duramente sconfitta ad Ahukir da quella inglese, comandata dall’ammiraglio Horatio Nelson. Intanto l’Austria occupava di nuovo l’Italia.
Tornato in Francia, Napoleone non esitò a compiere un vero colpo di stato e a impadronirsi del potere. Fattosi nominare primo console a vita, scese nuovamente in Italia e sconfisse gli Austriaci a Marengo (1800). Egli riorganizzò lo Stato francese centralizzando il potere, istituendo un rigido controllo delle province e promuovendo l’agricoltura e l’industria. Assicurò lo sviluppo della borghesia difendendone i valori ed emanando il Codice napoleonico, con il quale intese abbattere i privilegi feudali.
Nel 1804 Napoleone si fece incoronare imperatore dei Francesi per volontà della nazione. Una lunga serie di campa vittoriose sembrò consentirgli la realizzazione del suo so più ambizioso: la conquista dell’Europa. Contro l’Inghilterra irriducibile nemica, proclamò un rigido blocco continentale alla cui adesione, tuttavia, la Russia si mostrò contraria. I ciò nel 1812 Napoleone marciò verso Mosca per conquistare la Russia, ma l’impresa si risolse in un immane disastro poiché l’esercito francese fu letteralmente decimato dal rigido inverno della steppa e dagli attacchi del nemico.
L’anno successivo (1813) una coalizione delle maggiori potenze europee (tra cui Inghilterra, Austria, Russia e Prussia) attaccò Napoleone e lo sconfisse a Lipsia: l’imperatore venne esiliato nell’isola d’Elba. Ma dopo un anno, egli riuscì a fuggire e a rientrare in Francia. La guerra riprese: sconfitto definitivamente a Waterloo nel 1815, Napoleone fu esiliato nell’isola di Sant’Elena, dove mori il 5 maggio 1821.
Durante l’età napoleonica la qualità della vita conobbe in Francia un sensibile miglioramento: crebbe l’occupazione e aumentò la popolazione.
Due furono essenzialmente gli strumenti del potere di Napoleone: l’esercito (da lui sapientemente riorganizzato) e scuola (attraverso la quale estese l’istruzione nel Paese, creando istituti prestigiosi preposti alla formazione della ricca classe borghese dirigente).


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La festa più paurosa dell’anno stà per avvicinarsi!

Un record: più di 200 giorni senza macchie solari. Ovvero, senza attività significativa del Sole. Gli esperti stavano già per indicare il 2008 come "l’anno senza macchia". E invece, eccolo qua: la stella per eccellenza ha ripreso a "funzionare". E questo ci rassicura. Ecco perché…

Le macchie solari furono scoperte da Galileo nel 1610. Esse compaiono ciclicamente sulla superficie del Sole, la fotosfera.

Sono in qualche modo paragonabili a cicloni che raccolgono materiale dagli strati inferiori e lo lanciano verso l’alto, raffreddandolo. Ad esse è sempre associato un forte campo magnetico.

Le macchie solari hanno un ciclo periodico, che va dai minimi (quasi assenza totale di macchie) ai massimi. Questo ciclo dura in media 11 anni.

La continuazione del ciclo delle macchie solari è ovviamente una buona notizia: significa che il Sole continua a "funzionare" regolarmente.
Tra il XVII e il XVIII secolo c’è stato un periodo di 70 anni di scarsa attività, che ha coinciso con una piccola Era Glaciale in Europa.

D’altro canto però le macchie solari possono anche causare problemi alla Terra: tempeste geomagnetiche e disturbi ai sistemi di telecomunicazione, satelliti, reti elettriche.

Una macchia solare di medie dimensioni è grande circa quanto la Terra. E’ un’area più fredda (circa 4.200 °C) rispetto alla normale temperatura circostante (6.000 °C).

Il Sole produce circa 3.8 x 1023 kiloWatts di energia. Un solo secondo di energia solare potrebbe alimentare gli interi Stati Uniti per 9.000.000 di anni.

Il Sole è stato osservato e fotografato dagli obiettivi dei satelliti Trace (Usa), Hinode (Giappone), Soho (Esa). Nel ‘95 la navicella Ulysses ha compiuto un viaggio di tre miliardi di chilometri da un polo all’altro.

L’immagine drammatica di una gigantesca bolla di gas esplosa dal Sole e scaraventata verso la Terra alla velocità di un milione e mezzo di chilometri l’ora.

L’osservazione della nebulosa planetaria NG 7027 (costellazione del Cigno) ha fornito agli scienziati indicazioni su come muore una stella simile al Sole. Il Sole produce energia radiante da circa 5 miliardi di anni ed ha sufficiente idrogeno per continuare per altri 11 miliardi.
Preso da www.msn.it
Wall-e è l’ultimo robot rimasto sulla terra dopo che gli umani l’hanno abbandonata perchè invasa dai rifiuti. Si sono dimenticati di spegnerlo e lui da 700 anni continua a fare quello per cui è stato costruito: comprimere e ammassare rifiuti. Non parla ma si fa capire molto bene a gesti e attraverso una gamma di suoni espressivi come faceva R2-D2 di Guerre Stellari. È un robot animato come un animale antropomorfo, un piccolo Charlot: operaio alienato che sogna un domani migliore guardando il cielo stellato. E quando dal cielo questo domani migliore arriva sotto forma di un altro robot, Eve, più moderno e programmato per cercare vita sulla Terra, Wall-e lo insegue sull’astronave madre. Lì, sempre come il vagabondo di Chaplin, sarà un portatore sano e inconsapevole di caos e anarchia assieme agli altri "devianti" della società cioè i robot difettosi, l’equivalente di quella famiglia di freak che erano i pesci da acquario con cui aveva a che fare Nemo.
Andrew Stanton torna a raccontare "un’odissea d’amore" dopo quello straordinario road movie acquatico che è stato Alla Ricerca di Nemo e lo fa sostituendo alla vastità dell’oceano la profondità dello spazio e alla forma del film on the road quella del cinema di fantascienza distopico. Ma Wall-e non è la solita celebrazione della riappropriazione da parte dell’uomo della sua umanità in un futuro dove la tecnologia ha vinto sullo spirito, al contrario è un film capace di commuovere anche solo con un abbraccio, che afferma la bellezza e il romanticismo della tecnologia attraverso alcune delle scene più semplici e disarmanti che il cinema abbia mai offerto.
Wall-e dunque è prima di tutto uno dei più rivoluzionari film di fantascienza mai visti (realizzato con un unico gigantesco punto di riferimento: 2001: Odissea nello spazio) nel quale il mondo delle macchine è a tutti gli effetti centrale. I robot non sono solo l’entità da combattere ma una società a sé: hanno una loro vita, loro sentimenti e valori propri (come il concetto di "direttiva"), i protagonisti di una trama autonoma rispetto a quella che coinvolge gli umani. Wall-e e Eve non combattono per salvare la razza umana, quello accade incidentalmente e secondariamente, combattono a fianco di altri robot buoni contro i robot cattivi prima di tutto per salvare se stessi e il loro amore, degli umani non gli importa.
Il nono lungometraggio della Pixar è l’ennesimo annuale capolavoro capace di cambiare definitivamente il modo in cui viene imitata la macchina da presa e le sue lenti nell’animazione computerizzata e come al solito ci mette di fronte al miglior cinema immaginabile oggi.
Un film che afferma con una forza che mai avevamo visto nei lungometraggi della società di Lasseter l’importanza e la centralità del racconto audiovisivo (e quindi del cinema) nel modo in cui conosciamo la realtà. Tutti i momenti chiave del film sono mediati dalla visione di un video (sia reale che di finzione): dalla conversione del capitano della nave, all’educazione sentimentale di Wall-e (attraverso la visione ripetuta di Hello, Dolly! di Gene Kelly), dalla scoperta dell’amore per Eve (in uno stupendo flashback visto in prima persona su monitor), fino all’inganno del capitano nei confronti del computer della nave (perpetrato con alcuni tipici trucchi cinematografici).
Will, riceve in sogno l’annuncio della fine del mondo. Al risveglio lascia la fidanzata Amy, alla quale non riesce a comunicare il proprio amore, quindi decide, a venticinque anni, di dare un party per i sedici che non ha mai festeggiato, ma la serata viene sconvolta da una serie di eventi catastrofici che gettano nel panico la città. Un meteorite uccide Hannah Montana, mentre Batman fugge, trolley alla mano. Una principessa ninfomane esce "come d’incanto" da un tombino e si unisce al gruppetto di amici di Will, che si muove verso il museo di storia naturale dove Amy è bloccata, trafitta da una statua egizia. Ma il tragitto è disseminato di altri guai.
Prendendo come pretestuoso filo narrativo la trama di Cloverfield, Jason Friedberg e Aaron Seltzer procedono, nel loro Disaster Movie, a fare il verso a qualsiasi pellicola recente – da Juno a Una notte al museo, da Kung-fu Panda a Sex and the City – qualsiasi iconcina pop stile Justin Timberlake e Jessica Simpson, qualsiasi cosa capiti loro a tiro tra Mtv e Facebook senza bisogno di sforzarsi o usare la mente, e scivolano così là dove forse non si erano ancora mai spinti, in fondo al secchio della spazzatura.
Ignorando bellamente il bersaglio tematico che indicano nel titolo, dapprima tirano al piccione su Amy Winehouse e Michael Jackson (ancora?!), quindi portano in scena supereroi pigri, bestioni incapaci di articolare più di una frase ("io sono Beowulf") e ragazzini che ci sfiniscono di balletti nelle divise dell’High School. Dove sia la parodia non si sa, tutto appare come realmente è, come l’abbiamo già visto, e non sarà certo un uomo travestito da Carrie Bradshaw a farci cadere dalla sedia. Al limite giusto i tre Chipmunks assatanati possono strappare un sorriso, ma con la complicità dello sfinimento, perché il film a quel punto ha già superato la durata ideale di tre minuti e mezzo, ci ha già irritato e oltremodo tediato, e ci trova arresi.
Come sottoposto ad una forzata "cura Ludovico", lo spettatore che ama divertirsi e non è uso ad uscire dalla sala, si ritrova a dover sorbire una sequela di scenette senza idee, dove i personaggi si prendono persino la briga di presentarsi (come se non fossero riconoscibili), all’interno di un’operazione inutile che offende per come presume di poter sostituire qualità con quantità.
Trama prese da MyMovies. Locandine e video trovati su internet
L’insofferenza dei Francesi verso l’incapacità del re Luigi XVI di riformare lo Stato e di far fronte all’eccessivo debito pubblico cresceva, mentre il sovrano non faceva nulla per limitare i privilegi della nobiltà e del clero (rispettivamente denominati primo e secondo stato), ma anzi aumentava le tasse che già gravavano esclusivamente sul terzo stato, costituito da ricchi borghesi, intellettuali, commercianti, piccolo-borghesi, operai e contadini.
In seguito a numerose rivolte popolari, Luigi XVI, su consiglio dei suoi ministri, convocò il 5 maggio 1789 gli Stati generali, cioè i rappresentanti dei tre stati sociali, gli unici a poter approvare nuove tasse. Il disaccordo sul sistema di votazione indusse i rappresentanti del terzo stato a riunirsi nell’Assemblea nazionale costituente, giurando di dare alla Francia una nuova Costituzione.
Il popolo di Parigi insorse, conquistando la fortezza della Bastiglia, simbolo dell’assolutismo monarchico (14 luglio 1789). Nelle campagne di tutto il Paese i contadini assalivano i castelli dei loro signori bruciando i documenti in cui si sancivano i loro obblighi feudali. Il 26 agosto 1789 l’Assemblea nazionale costituente approvò la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino. L’anno successivo vennero confiscati i beni degli ecclesiastici.
Nel 1791 l’Assemblea nazionale costituente, approvata la Costituzione, si trasformò in Assemblea legislativa, all’interno della quale prevalsero inizialmente i Girondini, fautori della guerra contro Austria e Prussia, poi dichiarata nel 1792. In settembre l’Assemblea legislativa si trasformò in Convenzione nazionale che proclamò la repubblica e condannò a morte il re (1793).
Alla guerra contro la Francia parteciparono tutte le grandi nazioni europee: contro la loro coalizione e contro le forze reazionarie, che si andavano organizzando all’interno, si istituì il Comitato di salute pubblica.
Dal maggio 1793 al luglio 1794 il Comitato, guidato da Robespierre, adottò misure feroci per salvare da una parte la Rivoluzione e dall’altra la Francia dai suoi avversari. Migliaia di «nemici della Rivoluzione furono condannati alla decapitazione tramite la ghigliottina, anche soltanto sulla base di semplici sospetti. Fu il periodo del Terrore, al termine del quale esplose una reazione contro lo stesso
Robespierre che portò al suo arresto e all’esecuzione capitale.
Nel 1795 la borghesia vittoriosa elaborò una nuova Costituzione, alquanto moderata: il diritto di voto fu riservato soltanto ai più ricchi e il potere esecutivo affidato a un Direttorio costituito da 5 membri eletti da due Camere (Consiglio degli Anziani e Consiglio dei Cinquecento), cui spettava il potere legislativo.
Ciao a tutti, oggi dedico un post al Carnevale della Matematica, che sarà ospitato da Annarita sul suo blog, http://lanostramatematica.splinder.com, il 14 ottobre prossimo. In questo post vi parlerò delle origini della matematica, di alcuni siti interessanti, giochi ecc…… Commentate!!

Allora cominciamo con la storia della matematica.
La parola "Matematica" deriva dalla parola greca μάθημα (màrcius) che significa "[[]], conoscenza o apprendimento"; μαθηματικός (mathematikós) significava invece "appassionato del conoscere". Oggi il termine si riferisce ad un corpo di conoscenze tendenzialmente ben definito che riguarda lo studio dei problemi concernenti quantità, forme spaziali, processi evolutivi e strutture formali, studio che si basa su definizioni precise e di procedimenti deduttivi rigorosi. L’attività svolta dai matematici moderni è molto diversa da quella dei primi matematici delle civiltà antiche. Inizialmente la matematica si basò sul concetto di numero; concetto sviluppatosi nella preistoria. La matematica è stata una tra le prime discipline a svilupparsi. Evidenze archeologiche mostrano la conoscenza rudimentale di alcune nozioni matematiche molto prima dell’invenzione della scrittura. Un aspetto importante della storia della matematica consiste nel fatto che essa si è sviluppata indipendentemente in culture completamente differenti che arrivarono agli stessi risultati. Spesso un contatto o una reciproca influenza tra popoli differenti ha portato all’introduzione di nuove idee e a un avanzamento delle conoscenze matematiche. A volte si è vista invece una decadenza improvvisa della cultura matematica presso alcuni popoli che ne ha rallentato lo sviluppo. La matematica moderna ha invece potuto avvalersi dei contributi di persone di tutti i paesi.
Per maggiori informazioni andate su Wikipedia.
Ecco una raccolta di attività online tutte dedicate alla matematica….. Clicca qui
QUI potete trovare il sito ufficiale dei giochi matematici della università Bocconi di Milano, dove la mia scuola e sede ufficiale… potete trovare informazioni sui giochi, foto delle precedenti edizioni e anche esercizi.
Vi consiglio alcuni siti veramente fantastici e interessanti sulla matematica:
Con l’occasione vi consiglio un software utile per la matematica di nome Geogebra. Geogebra è un software libero e multi-piattaforma di matematica dinamica per la didattica, che comprende geometria, algebra e analisi. Per saperne di più e pre scaricare il programma visita il sito ufficiale
